Dossier Statistico Immigrazione 2026: popolazione straniera all’11,1%
Presentati i dati aggiornati su immigrazione e integrazione in Alto Adige: 60.411 persone di cittadinanza straniera. L’immigrazione riveste un ruolo importante anche per il mercato del lavoro.
BOLZANO (USP). In Alto Adige vivono 60.411 persone di cittadinanza straniera. Ciò corrisponde all’11,1 per cento della popolazione. Rispetto all’anno precedente, il loro numero è aumentato del 4,4 per cento. Il 46,4 per cento ha un’età compresa tra i 18 e i 44 anni, mentre il 51 per cento è costituito da donne. Questi e altri dati sono contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione 2026, presentato il 27 ottobre a Bolzano. I dati provengono dal "Dossier Statistico Immigrazione", pubblicato annualmente dal Centro Studi e Ricerche IDOS. I dati sono stati presentati dai consulenti di IDOS Matthias Oberbacher e Fernando Biague insieme ad Astrid Wiest, direttrice dell’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale.
Con l’11,1 per cento, la percentuale della popolazione straniera in Alto Adige è superiore alla media italiana del 9,4 per cento. In Trentino-Alto Adige i lavoratori stranieri rappresentano il 10,9 per cento della forza lavoro, mentre a livello nazionale la percentuale è del 10,7 per cento. Il tasso occupazionale nella regione è pari al 73 per cento, mentre a livello nazionale si attesta al 62,5 per cento. Per Matthias Oberbacher questi dati evidenziano l’importanza dell’immigrazione per l’economia altoatesina: "Ormai in ogni settore sono presenti lavoratori stranieri. Se questo 11 per cento circa venisse a mancare, si creerebbe un vuoto notevole".
Popolazione giovane e sempre più eterogenea
Il 60,6 per cento delle persone di cittadinanza straniera proviene da paesi europei, il 20,6 per cento dall’Asia, il 13,6 per cento dall’Africa e il 5,2 per cento dall’America. I gruppi più numerosi provengono dall’Albania, dalla Germania, dal Pakistan, dalla Romania e dal Marocco.
Nell’anno scolastico 2025/26, 11.687 alunni di cittadinanza straniera frequentano un istituto scolastico in Alto Adige. Ciò corrisponde al 12,9 per cento del totale degli alunni. Per Astrid Wiest, i dati aggiornati costituiscono una base importante per le misure di integrazione: "Dietro queste cifre ci sono persone con aspettative e prospettive. Le statistiche ci aiutano a inquadrare gli sviluppi e a definire le basi per le decisioni politiche e amministrative. L’istruzione e il sostegno linguistico sono presupposti fondamentali per l’inclusione, la partecipazione e una buona convivenza".
Importanza per il mercato del lavoro e l'economia
Fernando Biague, riferendosi ai dati a livello nazionale, ha sottolineato le differenze che continuano a sussistere nel mercato del lavoro: "I lavoratori stranieri sono una componente importante del mercato del lavoro italiano, ma spesso lavorano in settori con retribuzioni basse. Allo stesso tempo contribuiscono anche alle finanze pubbliche: attraverso all’immigrazione, lo Stato incassa circa quattro miliardi di euro in più di quanto spenda. Ciò è dovuto, tra l’altro, al fatto che molti lavoratori stranieri versano contributi nei fondi previdenziali e pensionistici, ma non usufruiscono delle prestazioni nella stessa misura".
Durante il convegno, due esempi provenienti dall’Alto Adige hanno illustrato come l’integrazione venga concretamente sostenuta a livello locale: Susanna Vetturelli, coordinatrice del Progetto SAI della Comunità comprensoriale Burgraviato, ha fornito una panoramica del lavoro svolto nell’ambito del progetto, mentre Annamaria Molin, insegnante volontaria dell’associazione Scioglilingua, ha presentato le attività dell’associazione.
Il Dossier Statistico Immigrazione 2026 è elaborato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici "S.Pio V". Contiene dati aggiornati e analisi sull'immigrazione e l’integrazione in Italia e in Alto Adige. È disponibile presso il Servizio di coordinamento per l’Integrazione e una sintesi è consultabile online.
kat/ee
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- Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2026. (Fonte: IDOS/Matthias Oberbacher) » [IMG 408 kB]
- In Alto Adige vivono 60.411 persone di cittadinanza straniera. Ciò corrisponde all’11,1 per cento della popolazione. Questi e altri dati sono contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione 2026, presentato il 27 ottobre a Bolzano. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Fernando Biague, riferendosi ai dati a livello nazionale, ha sottolineato le disparità che continuano a persistere nel mercato del lavoro: "I lavoratori stranieri sono una componente importante del mercato del lavoro italiano, ma spesso lavorano in settori caratterizzati da retribuzioni basse". (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 3 MB]
- Per Matthias Oberbacher, i dati evidenziano l’importanza dell’immigrazione per l’economia altoatesina: "Ormai in ogni settore sono presenti lavoratori stranieri. Se questa quota, pari a circa l’11 per cento, venisse a mancare, si creerebbe un grande vuoto". (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Il “Dossier Statistico Immigrazione 2026” è redatto dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”. Contiene dati aggiornati e analisi sull'immigrazione e l’integrazione in Italia e in Alto Adige. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Il 60,6 per cento delle persone di cittadinanza straniera proviene da paesi europei, il 20,6 per cento dall’Asia, il 13,6 per cento dall’Africa e il 5,2 per cento dall’America. I gruppi più numerosi provengono dall’Albania, dalla Germania, dal Pakistan, dalla Romania e dal Marocco. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Barbara Bogoni, direttrice del Servizio di coordinamento per l'integrazione, ha condotto il convegno. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]
- Per Astrid Wiest, i dati aggiornati costituiscono una base fondamentale per le misure di integrazione: "Dietro queste cifre ci sono persone con aspettative e prospettive. Le statistiche ci aiutano a contestualizzare gli sviluppi e a definire le basi per le decisioni politiche e amministrative. L’istruzione e il sostegno linguistico sono presupposti fondamentali per l’inclusione, la partecipazione e una buona convivenza”. (Foto: USP/Fabio Brucculeri) » [IMG 2 MB]





