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Congedo di maternità obbligatorio

In Italia, per legge poco prima e dopo il parto le madri sono obbligate ad un‘interruzione del lavoro, a parziale eccezione delle libere professioniste e delle lavoratrici autonome.

Chi ne ha diritto

Il congedo di maternità obbligatorio vale per tutte le madri che hanno un rapporto di lavoro in essere.

Le lavoratrici autonome, invece, ricevono per i due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi un indennizzo economico, ma non sono obbligate alla sospensione dell’attività lavorativa.

Anche in caso di adozione o affidamento le madri hanno diritto ad un periodo di maternità obbligatorio di cinque mesi.

A quanto ammonta

Il congedo di maternità dura 5 mesi e generalmente va dai 2 mesi precedenti al parto ai 3 mesi successivi. La madre può anche decidere in modo flessibile se suddividere il congedo di maternità come segue: 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo il parto o 5 mesi dopo il parto. 

Prima del parto
  • 2 mesi prima della data del presunto parto (salvo flessibilità);
  •  l'interdizione anticipata su disposizione dell'Azienda Sanitaria Locale, se la gravidanza è a rischio, o dell'Ispettorato del lavoro se le mansioni sono incompatibili con la gravidanza.

Per poter esercitare la facoltà di fruire di tutto il congedo di maternità dopo il parto è necessario che il medico specialista attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Dopo il parto:
  • 3 mesi dopo il parto (salvo flessibilità); e, in caso di parto avvenuto dopo la data presunta, i giorni compresi tra la data presunta ed effettiva. 3 mesi più i giorni non goduti, se il parto è anticipato rispetto alla data presunta (parto prematuro o precoce)
  • se il parto è anticipato rispetto alla data presunta (parto prematuro o precoce)
  • cinque mesi successivi al parto, nel caso di opzione di astensione dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto a condizione
  • l'intero periodo di interdizione prorogata disposto dell'Ispettorato del lavoro (quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni).

In caso di parto gemellare, la durata del congedo di maternità non varia.

Quanto spetta

Durante i periodi di congedo di maternità la lavoratrice ha diritto a percepire un'indennità pari all'80% della retribuzione media globale giornaliera calcolata sulla base dell'ultimo periodo di paga, pagato dall'INPS.

Nel settore pubblico l’indennità del congedo obbligatorio corrisponde al 100% dell’ultimo stipendio. Nel settore privato ciò avviene solamente quando il contratto collettivo nazionale di lavoro contempla l’integrazione dell’indennità prevista a carico del datore di lavoro al 100%. Durante il periodo di assenza maturano le ferie il 13esimo/14esimo stipendio mensile ed il trattamento di fine rapporto.

Le lavoratrici autonome e le libere professioniste, invece, ricevono per i 2 mesi prima del parto e per i 3 mesi successivi un indennizzo economico pari all’80% del reddito usuale. Per usufruire dell’indennizzo bisogna essere registrati alla gestione previdenziale relativa alla propria professione e raggiungere la copertura contributiva del periodo indennizzabile. Per queste categorie di lavoratrici non è obbligatoria la sospensione dell’attività lavorativa. Poiché per le singole categorie ci possono essere divergenze, è importante informarsi individualmente presso gli ordini professionali o i patronati.

Si raccomanda a prevedere la Copertura previdenziale dei periodi di cura dei figli.

Astensione anticipata dal lavoro per maternità 

Per la salute della madre da mansioni pericolose e del nascituro è possibile richiedere all‘ispettorato del lavoro l‘interdizione anticipata dal lavoro.

La Richiesta di astensione anticipata dal lavoro deve essere presentata all'Ispettorato del lavoro.

Come si fa richiesta per il congedo di maternità

La domanda per il congedo di maternità deve essere presentata prima dell’inizio del periodo protetto. A tale scopo è consigliabile rivolgersi a un patronato.

In alternativa la richiesta può essere fatta online all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale INPS. Inoltre la futura madre deve consegnare all’INPS o al patronato il certificato medico di gravidanza con la data presunta del parto in originale. Affinché vengano accordati i tre o quattro mesi di congedo, entro 30 giorni dal parto si devono comunicare all’INPS o al patronato la data di nascita e i dati del bambino e se ne deve trasmettere l’attestato di nascita.